d800 91.90.90
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Antiriciclaggio


 

Nuova Normativa Antiriciclaggio

In attuazione della Direttiva (UE) 2015/849 (c.d. "IV Direttiva Antiriciclaggio"), il 19 giugno 2017 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.lgs. 25 maggio 2017, n. 90, recante modifiche alla normativa italiana in materia di antiriciclaggio e contrasto al finanziamento del terrorismo.

Tale decreto riscrive il precedente D.lgs. n. 231 del 2007 introducendo diverse innovazioni che riguardano i soggetti destinatari, le misure di adeguata verifica della clientela (incluse quella semplificata e rafforzata), la valutazione del rischio, le segnalazioni di operazioni sospette, l’attività di registrazione e le sanzioni. La seconda parte del decreto riscrive, inoltre, il D.lgs. n. 109 del 2007 (antiterrorismo) e altre disposizioni in materia valutaria e finanziaria.


Obblighi del Cliente

I clienti forniscono per iscritto, sotto la propria responsabilità, tutte le informazioni necessarie ed aggiornate per consentire alla Banca di adempiere agli obblighi di adeguata verifica.
 
Le imprese dotate di personalità giuridica e le persone giuridiche private ottengono e conservano, per un periodo non inferiore a cinque anni, informazioni adeguate, accurate e aggiornate sulla propria titolarità effettiva e le forniscono alla Banca, in occasione degli adempimenti strumentali all'adeguata verifica della clientela.  Le informazioni sono acquisite a cura degli amministratori, sulla base di quanto risultante dalle scritture contabili e dai bilanci, dal libro dei soci, dalle comunicazioni relative all’assetto proprietario o al controllo del cliente cui l’impresa è tenuta secondo le disposizioni vigenti. Qualora permangano dubbi in ordine alla titolarità effettiva, le informazioni sono acquisite, a cura degli amministratori, a seguito di espressa richiesta rivolta ai soci. L’inerzia o il rifiuto ingiustificati del socio nel fornire agli amministratori le informazioni da questi ritenute necessarie per l’individuazione del titolare effettivo ovvero l’indicazione di informazioni palesemente fraudolente rendono inesercitabile il relativo diritto di voto e comportano l’impugnabilità ai sensi dell’art. 2377 c.c. delle deliberazioni eventualmente assunte con l’esercizio del diritto di voto. Si applicano le norme sulla pubblicità dei patti parasociali ex art. 2341-ter cc relative alle società che ne fanno ricorso.

Le informazioni relative alle persone giuridiche private sono acquisite dal fondatore, ove in vita ovvero dagli amministratori sulla base di quanto risultante dallo statuto, dall’atto costitutivo, dalle scritture contabili e da ogni altra comunicazione o dato disponibile.
 
I fiduciari di trust espressi ottengono e detengono informazioni adeguate, accurate e aggiornate sulla titolarità effettiva del trust, ovvero sull’identità del fondatore, del trustee, del guardiano, ove esistenti, dei beneficiari o classe di beneficiari e delle altre persone fisiche che esercitano il controllo sul trust e di qualunque altra persona fisica che esercita, in ultima istanza, il controllo sui beni conferiti nel trust attraverso la proprietà diretta o indiretta o attraverso altri mezzi. I trustee conservano tali informazioni per un periodo non inferiore a cinque anni dalla cessazione del loro status di fiduciari di trust e le rendono prontamente accessibili alle autorità di cui all'articolo 21, comma 2, lettera a) e b). Gli stessi fiduciari che, in tale veste, instaurano un rapporto continuativo ovvero eseguono un’operazione occasionale dichiarano il proprio status alla Banca.


Denaro Contante e Titoli al Portatore

È vietato il trasferimento di denaro contante e di titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche, quando il valore oggetto di trasferimento, è complessivamente pari o superiore a 3.000 euro.
 
Il trasferimento superiore al predetto limite è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti, inferiori alla soglia, che appaiono artificiosamente frazionati e può essere eseguito esclusivamente per il tramite di banche, Poste italiane S.p.a., istituti di moneta elettronica e istituti di pagamento, questi ultimi quando prestano servizi di pagamento diversi da quelli di cui all'articolo 1, comma 1, lettera b), numero 6), del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 11.
 
Con la nuova normativa, è ammessa esclusivamente l'emissione di libretti di deposito bancari o postali nominativi.

È vietato il trasferimento di libretti di deposito bancari o postali al portatore che, ove esistenti, sono estinti dal portatore entro il 31 dicembre 2018.


Assegni Bancari, Postali e Circolari

I moduli di assegni bancari e postali sono rilasciati dalle banche e da Poste Italiane S.p.A. muniti della clausola di non trasferibilità. Il cliente può richiedere, per iscritto, il rilascio di moduli di assegni bancari e postali in forma libera.
 
Gli assegni bancari e postali emessi per importi pari o superiori a 1.000 euro devono recare l'indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità.

Gli assegni bancari e postali emessi all'ordine del traente (c.d. assegni a me medesimo) possono essere girati unicamente per l'incasso a una banca o a Poste Italiane S.p.A.
 
Gli assegni circolari, vaglia postali e cambiari sono emessi con l'indicazione del nome o della ragione sociale del beneficiario e la clausola di non trasferibilità. Il rilascio di assegni circolari, vaglia postali e cambiari, di importo inferiore a 1.000 euro può essere richiesto, per iscritto, dal cliente senza la clausola di non trasferibilità. Il richiedente di assegno circolare, vaglia cambiario o mezzo equivalente, intestato a terzi ed emesso con la clausola di non trasferibilità, può chiedere il ritiro della provvista previa restituzione del titolo all'emittente.

Per ciascun modulo di assegno bancario o postale richiesto in forma libera ovvero per ciascun assegno circolare o vaglia postale o cambiario rilasciato in forma libera è dovuta dal richiedente, a titolo di imposta di bollo, la somma di 1,50 euro